Ciao caro compagno professore Marino

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Fra coloro che mi accolsero in quelle piccole stanze dell’allora sede del Partito Comunista di Marcianise, in via Michele Lener a Marcianise, c’era Alberto Marino. In quella sede, insieme all’odore intenso dell’inchiostro del ciclostile, si respirava pure quello della voglia di giustizia sociale. Io non ero ancora maggiorenne e lui aveva già una intensa vita politica alle spalle. Io avevo tanto da apprendere e lui tanto da insegnare. Lo chiamavo professore e non mi sono mai fatto convincere da lui che tra compagni ci si dà del “tu”. La sua casa di via Cavour, che frequentavo per la mia amicizia fraterna con il figlio Pasquale, ma anche con Stefano, Lucia e Mauro, è stata non solo per me, ma anche per tanti amici miei, una palestra di politica e, spesso, di vita. Nel soffitto di quell’abitazione nascevano idee, progetti culturali e associazioni, come “La Rive Gauche”, che nella sua breve vita produsse tanti momenti di approfondimento e iniziative politiche sui valori della libertà e della resistenza partigiana. Fu sempre in quella soffitta che il professore Marino mi fece conoscere l’artista marcianisano Antonio Mandarino chiedendomi, all’inizio del mio praticantato da pubblicista, di dedicargli un’articolo che io poi scrissi con piacere e che ebbe molto successo.

Fu grazie al professore Marino che ho imparato ad amare Gramsci ed è sempre grazie a lui che ho conosciuto alcune figure storiche della sinistra marcianisana come Domenico Santoro, Saverio Merola e Arcangelo Armiero. Quando mi iscrissi al partito non c’era all’orizzonte alcuna possibilità che andassimo al governo della città. Eppure, dopo tangentopoli, nel 1993, una lista civica di centrosinistra che anticipava di fatto l’Ulivo, “Il Gallo“, portò Tommaso Zarrillo, proveniente dall’esperienza comunista, a diventare sindaco di Marcianise. Quella notte, dopo gli spogli, non dimenticherò mai quando intonammo, insieme ad alcuni compagni, compreso il prof. Marino, “Bella ciao” e “Bandiera rossa“. Quando il consiglio comunale si insediò Alberto Marino fu eletto Presidente del Consiglio Comunale, un ruolo che interpretò con la serietà giusta mista all’umanità che lo ha sempre caratterizzato. Dire che Alberto Marino è stato un personaggio importante per la politica e per la sinistra di Marcianise è lapalissiano, ma non descrive compiutamente la sua figura che fu soprattutto sociale e culturale. Anzi, direi che la sua personalità era un tutt’uno. Di lui ricordiamo le battaglie, tante, a favore degli ultimi, dei disagiati, dei disperati. Battaglie che spesso vinceva con la denuncia, ma anche con l’arte del convincimento del potente di turno. Di lui ricordo anche i suoi straordinari e, spesso, divertenti aneddoti che, da buon docente, servivano a far comprendere meglio situazioni reali. Ricordo ancora quando con orgoglio raccontava la sua esperienza di vigile urbano a Napoli, prima di dedicarsi all’insegnamento.
Il professore Marino è stato un uomo del popolo che ha dedicato l’intera sua esistenza al riscatto del proletariato. Un punto di riferimento vero delle generazioni presenti e future. Ci lascia una importante testimonianza di coerente militanza politica, di straordinaria umanità, di passione sociale e amore estremo per la sua e nostra “città patria”. Ciao caro compagno professore, ciao “anima bella”, ciao.

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