Salviamo “Il Fiammingo” dell’Annunziata

Non sono il primo, e spero di non essere l’ultimo, ad appellarmi alla città tutta nel denunciare le condizioni in cui versano alcuni affreschi contenuti nella Chiesa dell’Annunziata di Marcianise. In particolare mi preme portare all’attenzione dei marcianisani il grave stato di deterioramento in cui si trova la “Decollazione del Battista” (1583) di Hendricksz Dirk, pittore conosciuto come Teodoro D’Errico detto “Il Fiammingo”. L’opera è collocata sull’altare della navata sinistra della Chiesa dell’Ave Grazia Plena. Il dipinto abbisogna di essere urgentemente restaurato attraverso l’ausilio di mani esperte affinché lo si conservi e tuteli per altri secoli ancora. Si tratta di un’opera di eccezionale importanza che corre il rischio di danneggiarsi irreversibilmente. Il dipinto si aggiunge alle opere pittoriche di elevato valore storico ed artistico presenti nel complesso dell’Annunziata, risalenti al ‘500, ‘600 e al ‘700, realizzate da artisti quali Massimo Stanzione, Francesco Solimena, Paolo De Maio e Domenico Mondo.

D’Errico fu il principale esponente della colonia fiamminga a Napoli, ideatore di una pittura “tenera dal ricco impasto cromatico”, che raggiungerà il culmine del successo nei due celebri cassettonati di San Gregorio Armeno prima e di Donnaromita poi. Sono vaste composizioni che, alla ricercatezza del colore, associano uno stile pittorico di pretta marca barroccesca. Per oltre quaranta anni D’Errico fu tra i principali protagonisti del tardo manierismo nell’Italia meridionale.  In tutte le sue opere si scorgono gli elementi fiamminghi, tra i quali si annoverano: la pittura ad olio luminosa, i dettagli realistici, la resa micrografica, la vivacità e l’espressività perché la pittura deve essere fasto ed ornamentazione. Quando nel 1574 giunge a Napoli, con altri fiamminghi, da decoratore profano diviene specializzato nell’immagine della Madonna del Rosario su tavola, adeguandosi al gusto della committenza napoletana, interpretandone le richieste, e divenendo, così, la figura di maggiore rilievo, il capostipite della colonia fiamminga. Egli seppe rispondere sia a una commitenza tradizionalista e clericale che ad un aspettativa diversa, sempre di tipo religioso, ma più sensibile alla tradizione “laica” della cultura figurativa italiana.

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1 Risposta

  1. Pietro Capasso scrive:

    Caro Alessandro,per motivi miei sono spesso in questa magnifica Chiesa che ha opere di inestimabile valore. Oltre agli affreschi che hai citato,che hanno bisogno di interventi urgenti, si dovrebbe recuperare l’organo che è in condizioni pietose e tutto il retroaltare maggiore che si trova in condizioni di totale abbandono. Inoltre c’è un problema di infiltrazioni d’acqua sulla navata principale ed in alcune cappelline laterali. A quanto mi risulta gli interventi di ristrutturazione dovrebbero essere a carico del comune per i lasciti che la chiesa ha fatto alll’Ente. Ma credo che ci vorrebbe un sussulto di tutta la Città che si dovrebbe attivare per recuperare questi tesori. Molte volte ho notato studiosi e turisti che vengono ad apprezzare queste opere mentre noi viviamo nella totale indifferenza. Valorizziamo il nostro patrimonio artistico

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