Intervista alla “Gazzetta di Caserta”

Intervista pubblicata sulla “Gazzetta di Caserta” del 2/03/2009: In ordine alle vicende politiche degli ultimi giorni abbiamo intervistato Alessandro Tartaglione, già consigliere comunale e assessore della giunta capeggiata dal Sindaco Fecondo, esponente di primo piano dell’area riformista del Partito Democratico di Marcianise.

Che cosa sta succedendo nella politica marcianisana?
Credo che siamo davanti ad un cambiamento evidente del tessuto socio-culturale cittadino. Quest’ultimo è la conseguenza delle profonde trasformazioni, in termini di configurazione urbana ed assetto economico-produttivo, a cui la politica cittadina non è riuscita tenere il passo. La crisi nasce proprio da questa inadeguatezza da parte della classe politica attuale, o comunque da una parte di essa.

E’ un problema di uomini allora?
E’ un problema di formazione delle classi dirigenti. Fino a quando la classe politica marcianisana non sentirà addosso il peso della responsabilità della gestione di una grande ed importante città come è diventata Marcianise, allora continueremo ad avere situazioni di precarietà politico-amministrativa come quella che abbiamo vissuto negli ultimi anni.

Si riferisce ai due scioglimenti consecutivi dell’assise comunale?
In entrambi i casi sono entrati in azione forze conservatrici che tendono a frenare lo sviluppo della città. Nel primo caso, alcuni settori della politica hanno approfittato delle falle di una legge per buttare giù un’esperienza politica di centrosinistra che aveva raggiunto risultati significativi. In pochi anni Marcianise è diventata, per una serie di circostanze positive e per la capacità di una classe dirigente di recepire queste novità, un esperimento di sviluppo importante per il Mezzogiorno. Tanto è vero che si è parlato molto sui media di “Modello Marcianise”, a sottolineare la capacità di un territorio di sapersi innovare rispetto ai cambiamenti in atto nel sistema economico regionale e nazionale. Nel secondo caso altri pezzi della politica hanno ritenuto che l’autoconservazione e la possibilità di mantenere rendite di posizione fossero più importanti della cosa pubblica e del destino della città.

Come si esce da questa empasse?
Se ne esce coltivando e sostenendo la maturità dell’elettorato marcianisano. E’ necessario che il dibattito sulla cosa pubblica si elevi. Deve nascere nei cittadini la consapevolezza che innanzitutto non si può ragionare oggi, in termini politici, allo stesso modo con cui si discuteva 10 o 20 anni fa. La Marcianise di oggi è profondamente cambiata rispetto a quegli anni e di ciò bisogna tenerne conto. Faccio un esempio: le vicende politiche cittadine travalicano i confini cittadini. L’instabilità politica ha delle ripercussioni non soltanto per i marcianisani ma anche sul tessuto imprenditoriale ubicato sul nostro territorio. L’instabilità politica rende meno appetibile il nostro territorio e meno credibile la nostra classe dirigente. Ci sono multinazionali e poli produttivi che necessitano di un interlocutore politico autorevole. Quanto più la politica sarà credibile tanto più sarà in grado di rappresentare le esigenze dei propri cittadini anche in termini di sviluppo occupazionale. Al contrario, una politica debole sarà costretta a rapportarsi con queste realtà commerciali e produttive “con il cappello in mano”.

Cosa si augura per la politica cittadina?
Auspico che i mesi che ci separano dalla prossima competizione elettorale siano sfruttati per mettere al centro del dibattito politico i temi salienti che interessano l’intera città: il funzionamento efficiente dei servizi ordinari; la salvaguardia e la bonifica dell’ambiente; lo sviluppo del centro urbano e delle periferie; il recupero di parte dell’identità culturale marcianisana e delle tradizioni; la creazione di spazi culturali e sociali e via dicendo. Assieme a queste cose aggiungo anche un tema essenziale: la capacità dei marcianisani (tutti) ad essere più coesi e fare squadra, a prescindere da chi vincerà le prossime elezioni.

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1 Risposta

  1. 8 marzo 2009

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