Gli uomini di Provenzano

Aperitovo con Lirio Abbate

La cronaca di quel giorno storico per la lotta alla mafia: la cattura di Bernardo Provenzano, lo “Zio Binu”, e cioè il capo dei capi di Cosa Nostra dopo 43 anni di latitanza. Era li, Lirio Abbate, con quegli uomini coraggiosi del “Gruppo Duomo”, la squadra speciale che mise le manette al boss della mafia. A lui il compito di registrare attimo per attimo tutta l’operazione e darne notizia ai mass media del mondo intero.
Ma da quell’arresto anche una domanda angosciante ed ossessiva: come ha potuto un uomo restare latitante per ben 43 anni. Come ha fatto? Dove si nascondeva, ma soprattutto chi e come ha coperto la latitanza del boss. Da questa domanda lo spunto per scrivere un libro che svela tante compromissioni, tante commistioni. Tra la mafia e la politica, ma anche tra la mafia e l’economia, l’informazione “addestrata”, poliziotti e carabinieri corrotti, magistrati collusi e così via.
La trama intessuta da Cosa Nostra e la società siciliana e stretta e complessa. Lirio Abbate e Peter Gomez cercano risposte tra le migliaia di carte processuali, intercettazioni telefoniche e ambientali, deposizioni di pentiti davanti ai magistrati. Verità scomode che coinvolgono la classe dirigente di una regione, la Sicilia, che scoprono un mondo che sembrava inesistente. Una verità che costringe questo potere a reagire nei confronti di chi ha alzato il coperchio. Da un mese, infatti, Lirio Abbate vive scortato da due volanti e 4 agenti della polizia che lo seguono ovunque. E’ il destino di chi scrive e informa, un pò come è successo a Roberto Saviano con il libro “Gomorra”.
“La verità ci renderà liberi”. L’informazione ci aiuta a comprendere i fenomeni che ci circondano. Oggi, grazie a Dio, abbiamo la possibilità di accedere a molte informazioni, anche quelle che un tempo potevano essere omesse o nascoste per bene.
Oggi abbiamo la possibilità di essere più liberi anche grazie a Lirio Abbate.

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