Inaugurazione sede Area Riformista del Pd a Caserta: relazione introduttiva

Nuova sede riformistaBuonasera,voglio subito ringraziare gli amici e compagni tutti che hanno voluto partecipare all’inaugurazione della sede casertana di Area Riformista Campania.Voglio ringraziare inoltre i giornalisti presenti ed i nostri ospiti: l’on. Roberto Speranza, il sottosegretario alle infrastrutture on. Umberto Del Basso De Caro,l’eurodeputato on. Massimo Paolucci.

Devo dire che dopo tantissimi anni mi sto di nuovo appassionando alla politica e di questa mia rinnovata passione devo ringraziare Massimo Paolucci e Roberto Speranza. Sono iscritto al partito ormai da quasi 30 anni e non poche volte, come credo molti di noi, mi sono ritrovato a chiedermi se avesse ancora senso restare in un partito come quello che è diventato oggi il nostro. La risposta è stata “certamente si”. Perché non si passa buona parte della propria vita a costruire un partito per poi lasciarlo nelle mani all’ultimo arrivato. Noi siamo e resteremo nel Partito Democratico, che abbiamo contribuito a costituire e a far crescere, e faremo di tutto perché il progetto di un grande contenitore delle culture riformiste, laiche e cattoliche, continui ad essere un punto di riferimento per il centrosinistra nazionale fortemente ancorato alla grande famiglia dei socialisti europei.

Abbiamo fatto un ottimo lavoro durante l’utltima battaglia elettorale per le regionali.Abbiamo portato a votare una parte consistente di amici e compagni che non avevano alcuna intenzione di rinnovarci la fiducia. Ma il lavoro da fare è ancora tanto e l’assenteismo ed il voto di protesta ne sono una testimonianza evidente. Nei prossimi mesi questa area si deve fare promotrice di un attivismo sui territori per coinvolgere la nostra gente sui temi a noi più cari: il lavoro, i diritti degli individui, l’istruzione, la cultura. Ma per noi riformisti meridionali la priorità dovrà essere data principalmente alla “Questione Meridionale” (tema completamente sparito dal dibattito pubblico nazionale), al risanamento ambientale, a partire dalla Terra dei Fuochi, e al grande tema delle legalità.

La Questione del Mezzogiorno(intesa come rilancio dello sviluppo economico nelle nostre aree, delle opere infrastrutturali, del rilancio industriale e delle opportunità di lavoro) è completamente sparito dall’agenda del Governo. La questione meridionale, cito Romano Prodi “sembra essere divenuta archeologia politica”. Si è definiti retrò solo a parlarne. Per capire di cosa parliamo faccio solo l’esempio ultimo della cosiddetta “meritocrazia” nelle università. Ma come si fa a pensare di premiare chi si laurea nelle università più prestigiose quando tutti sanno che i fondi assegnati agli atenei meridionali sono drammaticamente inferiori rispetto a quelli elargiti alle università del centro e del nord del paese? O ancora, le grandi opere che vanno quasi tutte alNord, mentre al Sud arrivano solamente le briciole: appena il 24% dei fondi!

Eppure le diseguaglianze sociali, è spiegato palesemente nell’ultimo rapporto Svimez, sono aumentate, il Gap relativo ai principali fattori dell’economia tra Nord e Sud si allarga. Sono i calo i rendimenti scolastici nel Sud così come le immatricolazioni universitarie. Siamo di fronte ad un impoverimento non soltanto economico ma anche culturale. Si registrano giganteschi flussi migratori che associati ad una forte contrazione demografica nel meridione avranno conseguenze sociali che rasentano la tragedia.

Eppure il Nord, e quindi il sistema Italia, avrebbe margini di miglioramento sostanziali se il Sud ripartisse. Il Mezzogiorno deve da un alto smettere di piangersi addosso e sfruttare appieno le potenzialità: turismo, bellezze naturalistiche e paesaggistiche, la risorsa mare, le opportunità legate ai nuovi lavori con utilizzo di alta tecnologia, l’agricoltura e la gastronomia di qualità. Ma è opportuna anche una nuova stagione di grandi investimenti pubblici che facciano ripartire l’economia meridionale e, quindi, l’intero Paese.

Sul versante della legalità dobbiamo finalmente constatare che in provincia di Caserta lo Stato ha vinto la guerra contro la parte militare della camorra e ora si accinge a fare un grande operazione di bonifica nella cosiddetta zona grigia fatta da politici e imprenditori collusi che hanno prolungato la naturale fine delle mafie così come correttamente pronosticato dal giudice Giovanni Falcone. Le ultime inchieste lo stanno dimostrando. Alla magistratura e alle forze dell’ordine diamo il nostro sostegno e chiediamo di andare avanti con forza. Contro chi si è reso protagonista di corruzione e favoreggiamento alle cosche criminali chiediamo estrema severità, ma chiediamo anche di stare attenti a non fare di tutta un erba un fascio, tutelando e sostenendo la parte buona della politica e delle imprenditoria locale, che con coraggio si è presa in questi anni responsabilità enormi in questa nostra disgraziata terra, solamente per far funzionare le cose.  Amministratori che spesso vengono lasciati soli dallo Stato di fronte alla pressione delle fasce sociali povere e poverissime, alla criminalità ed a quella imprenditoria parassita ancora legata ad una logica clientelare.

C’è ancora bisogno di sinistra in Italia? Sicuramente sì. Ce lo chiedono milioni di persone a cui non è data più voce e a quelli che nemmeno chiedono più i loro diritti. Dobbiamo tornare ad essere il partito utile per gli ultimi, quelli abbandonati da tutti, ma anche quelli che ci chiedono di non portare il partito nelle mani di coloro che abbiamo avversato per anni. Dobbiamo dare voce alla speranza, a quelli che credono ancora che la politica è uno strumento che cambia le cose, in meglio. Questo è il partito che vogliamo, questo è Pd che vogliamo!

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