“L’Estate di San Martino”: Majeutica vince la sfida culturale e proietta la città nel futuro

san_martino_estateSe è vero che questa città può essere cambiata solo dai giovani e dalle associazioni, allora il fine settimana appena passato rappresenta un momento di speranza per Marcianise. “L’Estate di San Martino” è diventato un appuntamento importante nel panorama degli eventi organizzati in Campania, ma per la nostra città ha un significato in più. Rappresenta la capacità dei giovani marciansiani di proiettare un’immagine nuova, moderna ed ospitale di Marcianise. In pochi anni quelli di Majeutica, che insieme ad altre realtà associative si configura come la “meglio gioventù” cittadina, hanno saputo dimostrare che è possibile in questa città mettere in piedi un evento che racchiude in un tutt’uno convivialità, cultura, arte, tradizioni e turismo. Un progetto che va oltre le sagre paesane, che sa parlare ai giovani senza trascurare i più attempati, che si rivolge ai marciansiani ma che riesce ad attirare curiosi da ogni parte del territorio regionale, che guarda al futuro senza perdere di vista l’identità culturale cittadina, che celebra il simposio senza cadere mai nell’effimero.

Un esperimento sociale che a giudicare dalle presenze è pienamente riuscito. Migliaia di persone hanno affollato gioiosamente il cuore del centro storico cittadino: “Le venelle“, un intrico di viuzze che risale al 1300, cuore antichissimo della Marcianise non ancora urbanizzata. Piccole stradine che negli ultimi anni avevano definitivamente perso la loro funzione originaria di centro economico e sociale e che, grazie a “L’Estate di San Martino”, si sono di nuovo riempite, colorandosi con i lumi caldi delle torce, con i tappeti rossi, le botti, le lene, le preglie e gli arnesi contadini. Un angolo di allegria assolutamente suggestivo dove tutti sono protagonisti: gli organizzatori, gli abitanti dei vicoli, gli artisti e i visitatori. Atmosfere oniriche realizzate pienamente grazie alla musica, i balli e i personaggi circensi di felliniana memoria, il tutto racchiuso all’interno dello scenario unico, e perciò magico, di questo antico borgo marcianisano. Atmosfera solo in parte guastata dai capricci del tempo che alla fine, ma solo alla fine, l’ha avuta vinta nonostante i riti mai celati per scongiurare una pioggia che, in ogni caso, non è riuscita a rompere l’incantesimo.

Un plauso a parte va tributato alla mostra fotografica “Il ventre della vacca“, allestita all’interno della sede di Majeutica. Una serie di scatti ad opera di due bravissimi  artisti: Charlotte Sorensen e Gaetano Montebuglio, che con l’occhio dello “straniero” hanno saputo cogliere aspetti assolutamente originali di una Marcianise senza veli e senza edulcorazioni di sorta. Immagini di una quotidianità semplice e perciò disarmante. Storie di luoghi, discrepanze, persone che si muovono come attori in uno scenario reale, spesso drammatico. Un ritratto inedito della città in cui alcuni contrasti, già evidenti ad occhio nudo, si ingigantiscono attraverso l’occhio magico della fotocamera dando sfogo a tutta la loro evocatività.

Insomma Majeutica vince la sfida contro se stessi e contro il pregiudizio che vorrebbe questo luogo informe e col destino segnato. Vince la sfida anche contro i teorici del progresso a tutti i costi che, muovendosi nel solco della tradizione marcianisana dell’individualismo esasperato, cercano di portare acqua al mulino di un ridicolo antipassatismo che trova giustificazione solamente nell’esaltazione del proprio ego. I majeutici vincono, inoltre, contro quegli amministratori distratti che poco contributo hanno dato all’evento, ma anche contro quegli “ammaccavasule” dalla fin troppo generosa critica che, però, non sono in grado di annoverare nel proprio curriculum una iniziativa, che fosse una, che vada nella direzione dell’evoluzione vera e socialmente giusta di questa nostra città. Da questo successo esce fuori una nuova generazione di marciansani che smette, inevitabilmente, di essere elemento passivo e che a pieno titolo si propone come classe dirigente o quantomeno soggetto portatore di idee e proposte da mettere a disposizione della propria città patria.

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