Perchè sono di sinistra…

Mia nonna da ragazza si alzava alle 4 di mattina per recarsi a piedi fino ad Acerra e lavorare nei campi di canapa. Quando mi raccontava queste cose non c’era rancore nel suo sguardo, solo l’orgoglio di chi ha conosciuto la fame e l’ha saputa affrontare e superare. Mio nonno, durante la seconda guerra mondiale, partecipò alla disastrosa campagna di Grecia del 1940 voluta dal regime fascista. Aveva poco più di 26 anni quando gli consegnarono un fucile, gli misero una divisa addosso e lo imbarcarono per l’Albania da dove l’esercito italiano avrebbe proseguito per la Grecia. Qui, durante un combattimento, venne seriamente ferito al piede da un colpo di fucile che lo rese claudicante per tutta la vita. Fu però la sua salvezza. Operato in un ospedale da campo lo lasciarono per diversi giorni abbandonato a se stesso fino a quando non ricevette cristiana solidarietà da parte di due suore che convinsero i superiori a rimpatriarlo. Fu l’ultima volta in cui vide il mare. Per anni i miei genitori ed i miei zii lo pregarono di venire a trascorrere qualche giorno di ferie a Scauri o a Castelvolturno ma lui rifiutava sempre. Quando negli anni ottanta, 40 anni dopo la sua drammatica avventura bellica, si fece convincere fu una scena struggente. Mio nonno guardò il mare e pianse tutto il giorno.

Mia madre da piccola ha lavorato in campagna e da adulta fu assunta in una delle prime fabbriche insediatesi a Marcianise: la Gte Spa (ex Autelco, oggi Jabil). Negli anni settanta i padroni erano talmente rigidi che anche per andare a bagno una sola volta al giorno bisognava chiedere il permesso ai caporeparti. Mio padre, pure lui contadino ma anche operaio edile, ottenne un posto nelle Ferrovie dello Stato con la qualifica di “deviatore”. Lavorava sui binari di notte e dormiva di giorno. Anche per questo quando ottenne, molto tempo dopo, un incarico di ufficio non riuscì mai più a trovare un equilibrio nel sonno.

Mi vengono a mente queste storie e centinaia di altre simili a quelle della mia famiglia ogni volta che qualcuno mi chiede perché sono di sinistra.

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1 Risposta

  1. Pasquale scrive:

    Eh che bella domanda a volte me la pongo anche io….e giù a capire chi sei ,da dove vieni e perchè questa passione di sinistra che scorre nelle proprie vene…..a dirti il vero ricordo nei anni infatili del tipo quando avevo 6 o 7 anni vedendo i film di guerra…odiavo si il termine giusto odiavo ciò che i tedeschi avevano fatto…..oppure vedere quella scena di Roma Città Aperta in cui la Magnani corre appreso ad un figlio o il marito non ricordo deportato in un campo……lei corre e i soldati la uccidono……sai lì mi è venuto un contrariarsi a tutto ciò che poteva fare male……ecco perchè oggi la mia maturità mi ha portato a contestare e combattere le dittature,gli errori politici e guardando sempre ad una sinistra unitaria e sopratutto moderna……cmq Perchè sono di sinistra? Non lo so Alex,posso solo dirti che avevo un mio bisnonno eletto negli anni 20 nel consiglio comunale di Marcianise dell’allora sindaco Saverio Merola…….il suo nome era Ferdinando Spanò.

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