La Reggia ed il turismo in Terra di Lavoro

Parco della Reggia di Caserta

Propongo questo articolo a firma di Mariamichela Formisano pubblicato su “Il Mattino” del 7/4/2007 con il titolo “Pasqua, ossigeno per il turismo” e che parla di Reggia e di turismo in Terra di Lavoro:

Grande spolvero nei templi del turismo casertano. Mobilitazione alla Reggia, al Belvedere di San Leucio, a Casertavecchia, e all’Oasi Wwf di San Silvestro. E mentre, già nel tardo pomeriggio di ieri, si sono visti arrivare in città i primi pullman di turisti italiani e stranieri, gli operatori del settore calibrano le forze sui dati registrati lo scorso anno. «Le statistiche che confrontano il numero di visitatori alla Reggia nel week and di Pasqua del marzo 2005 e di aprile 2006 – spiega Alessandro Tartaglione, coordinatore esecutivo dei servizi «Arethusa Caserta» – parlano chiaro: 6707 ingressi nel 2005 contro i 9136 dello scorso anno. Ed è su quest’ultimo dato che supponiamo si attesti la Pasqua 2007». Pasqua d’aprile, turismo garantito, quindi, stando anche alle prenotazioni registrate dai grandi hotel della città, anche se la nota dolente del turismo casertano «mordi e fuggi» continua a risuonare. «I tour operator nazionali e internazionali continuano a preferire alberghi napoletani, amalfitani e sorrentini – rileva Tartaglione – sia perché restano questi i grandi poli campani del turismo di massa, soprattutto perché la nostra provincia offre quasi esclusivamente alberghi a cinque stelle, mentre la massa notoriamente si orienta verso strutture più economiche». Eppure un incremento di prenotazioni è stato registrato al Grand Hotel Vanvitelli. «Un pullman di 50 persone è arrivato ieri dall’Emilia Romagna e resteranno da noi fino a venerdì prossimo – conferma Antonella De Vincentis dell’albergo di San Marco Evangelista – mentre altri piccoli gruppi sono arrivati anche dalla Puglia, dalla Calabria, dalla Lombardia, e dalle Marche. Gli stranieri che ospiteremo nel week and di Pasqua arrivano dalla Germania, dalla Spagna e dalla Francia». «Gli stranieri che visitano Caserta sono tedeschi ma soprattutto giapponesi – conferma Tartaglione – grazie a ben quattro agenzie nipponiche, con sede a Roma, che dirottano qui i turisti diretti a Napoli e in Costiera». Il momento dei bilanci arriverà dopo il ponte del Primo maggio, ma oggi si commentano le croniche carenze. «Tre i punti su cui Caserta dovrebbe intervenire – puntualizza Tartaglione – educazione all’accoglienza, sia da parte degli operatori sia dei cittadini; potenziamento del trasporto pubblico almeno nei giorni di maggior flusso; maggiore promozione dei nostri tesori su circuiti nazionali e internazionali». Ed è vero che non esistono chioschi-informazioni prossimi all’ingresso della Reggia e il più vicino, in piazza Margherita, è poco visibile, così non esistono navette o bus turistici che facilitino la mobilità sul territorio. «Nel nostro piccolo – fa notare Tartaglione – facilitiamo la mobilità attraverso i Giardini Reali: grazie a un protocollo siglato due anni fa con il Comune, infatti, oggi gli ospiti della Reggia possono raggiungere San Leucio grazie a minibus che risalgono l’antica strada borbonica. È un percorso combinato che, in futuro, potrebbe includere almeno Casertavecchia».

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